Siamo in Giappone, nei dintorni di Kyoto. La missione era semplice: trovare un posto dove dormire. Il problema? I prezzi degli hotel “normali” erano schizzati alle stelle o era tutto sold-out.
Così, da bravi viaggiatori che non si arrendono mai (e che devono pur dormire da qualche parte), abbiamo optato per l’unica soluzione rimasta: un Love Hotel.
Se pensate che sia un hotel come gli altri, vi sbagliate di grosso. Guardate il video qui sotto per capire il livello di… stranezza!
“Aiuto, ci hanno chiusi dentro!”
La prima cosa che noti – e che ti mette addosso una certa ansia, diciamolo – è il sistema di sicurezza. Qui la privacy è una religione, ma portata all’estremo. Non c’è una reception vera e propria, non incontri anime vive, nessuno ti chiede i documenti e, soprattutto… non ci sono chiavi.
Una volta entrati in camera, la porta si blocca. Click. Siamo letteralmente chiusi dentro! Per uscire non basta abbassare la maniglia: devi chiamare la reception al telefono o… pagare il conto alla macchinetta automatica (col POS) piazzata proprio davanti alla porta della camera. Strisci la carta, paghi e… tlac! La porta si sblocca e puoi riconquistare la libertà. Sembrava di essere in una Escape Room, ma molto più “piccante”.
Tra Karaoke, Idromassaggio e… Macchinette
Dobbiamo ammetterlo: in Giappone le camere standard sono minuscole, mentre qui avevamo una suite gigantesca! L’arredamento? Un mix assurdo. C’era una vasca idromassaggio enorme e addirittura un microfono per il karaoke (perché cantare sotto la doccia non bastava).
Ma i dettagli “love” non mancavano: niente kit di benvenuto classico, ma preservativi strategicamente posizionati vicino al letto e una misteriosa macchinetta automatica in camera per acquistare… ehm… “accessori extra” senza dover parlare con nessuno. 😂
Servizio in incognito
La gestione è surreale. Volevamo la colazione? Arriva da una finestrella nel muro, passata da mani invisibili all’orario prescelto, così non devi guardare in faccia nessuno (e nessuno deve guardare te).
Il verdetto? Alla fine abbiamo dormito in una stanza enorme con idromassaggio spendendo meno di un hotel normale, cantando karaoke e collezionando aneddoti assurdi. Un’esperienza da fare? Assolutamente sì (basta non soffrire di claustrofobia!).
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